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The Santeria Religion in Cuba

The Santeria Religion in Cuba
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Santeria is a syncretic religion of West African and Caribbean origin influenced by Roman Catholic Christianity.
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Santeria (Way of the Saints) is an Afro-Caribbean religion based on Yoruba beliefs and traditions, with some Roman Catholic elements added. Santeria is a syncretic religion that grew out of the slave trade in Cuba. Havana. June 2011

Cuba non è solo mare, sole e musica. Cuba è anche Santeria. Una tradizione religiosa visibile e palpabile in ogni luogo, praticata e rispettata anche da chi non ha particolarmente fede.
La Santeria nasce dal sincretismo della religione cattolica con la religione Yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti, come reazione alla repressione da parte degli schiavisti, che punivano anche con la morte la pratica del culto animista importato dall'Africa Occidentale. Gli schiavi dovettero adeguarsi a queste imposizioni e, per aggirare i divieti, associarono i loro Dei ai santi della chiesa cattolica. In pratica gli schiavisti credettero che la forte devozione manifestata dai loro schiavi ai loro santi fosse frutto della loro imposizione di culto. In realtà gli schiavi stavano solo conservando la loro fede tradizionale.
La Santeria, più propriamente chiamata dai suoi proseliti “Regla de Ocha”, nasce in Nigeria e, differentemente da come si può credere, è una religione monoteista. Oloddumaré, la figura principale (sincretizzata nella Trinità), ha infatti diverse espressioni (Orishas) che si sincretizzano appunto nei Santi.
Gli Orishas sono divinità immateriali che dimorano nei vari elementi naturali (mare, fiumi, boschi...) e possono essere avvicinati solo se si prende possesso di loro mediante particolari riti, a cui non sempre è facile avvicinarsi (se ne offrono solo brevi stralci per i turisti), vuoi per la particolare chiusura da parte di chi crede, vuoi anche per le forti emozioni causate dai riti stessi (feste tribali con tamburi Batà o sacrifici di animali).
Ho conosciuto personalmente Jorge Luis, detto “il Chino” per le sue antiche origini orientali, Babalawo della zona vecchia dell’Havana, che mi ha gentilmente introdotto all'interno del misterioso mondo della Santeria, cercando di spiegare ad un occidentale come me, le enormi difficoltà che gli antichi schiavi avevano nel praticare il proprio culto e che, soprattutto mi ha illustrato particolari che nessuna guida potrà mai rivelare, allontanando da me qualsiasi timore che questa religione, spesso paragonata ingiustamente alla magia, possa danneggiare un individuo con la semplice manifestazione dei suoi riti.
Durante appunto questi riti, esclusivamente in lingua yoruba, avviene il contatto diretto o indiretto con il Santo, dove il santero riceve particolari segni da parte delle divinità con l'utilizzo di candele, noci di cocco, acqua, tabacco, conchiglie, semi, con lo scopo di ottenere consigli o semplicemente per adorazione, ringraziamento e purificazione.
Ho assistito personalmente a diversi riti, tra cui quello relativo alla festa di Changò, dove i presenti, in primis la padrona di una casa alla periferia dell'Havana a cui è associato il santo festeggiato, portano omaggi all'altare disposto all'ingresso dell'abitazione, come protezione della casa. I regali al Santo possono essere di tipo alimentare – come frutta, dolci, liquori - ma frequenti sono anche le offerte in denaro.
Parlare con i praticanti della Santeria lascia inevitabilmente affascinati e, girando per l'Isola, si possono facilmente riconoscere o per il loro vestiario, tipicamente bianco, o anche per particolari bracciali fatti di perline giallo-verdi. Le loro case, molto modeste, sono sempre aperte a chi vuole avvicinarsi ad una conoscenza superficiale della religione, e i santeros, anche se poveri, son disposti a dividere anche un semplice piatto creollo con chiunque, pur di far conoscere le loro divinità ed i loro altari casalinghi costruiti in modo molto artigianale e che mettono insieme volti, crocifissi, statue di santi cattolici a simboli, amuleti ed eleganti manufatti di ogni colore.
I Santi fanno da intermediari tra Oloddumaré e gli uomini ma, a loro volta, i Santi necessitano spesso della mediazione di Obatalà, il santo vestito di bianco che protegge l'eledà, la mente.
Obatalà è il primo tra gli Orishas, di colore bianco, creatore del genere umano; è il dio della testa, del pensiero ed è sincretizzato con la Vergine de la Mercedes.
Elegguà, il primo Santo ad essere onorato, di colore rosso e nero, è colui che detiene le chiavi del destino e che per primo apre le porte ma allo stesso tempo le chiude alla fine della vita; viene sincretizzato con Sant'Antonio da Padova.
Changò, di colore bianco e rosso, sensuale ed amante della musica, dio della virilità e del fuoco, della guerra, della danza e della musica, in particolare dei tamburi, è sincretizzato con Santa Barbara.
Ochùn, di colore giallo oro e patrona di Cuba, amante di Changò, dea dell'amore, della bellezza e dei fiumi è sincretizzata con la Vergine “de la Caridad del Cobre”.
Yemayà, di colore azzurro, divinità del mare e della maternità, è sincretizzata con la Vergine Maria (Virgen De Regla).
Babalù Ayé, di colore bianco e blu e vestito con un sacco che si trascina con le stampelle, è l'Oricha delle malattie, guaritore delle infermità per eccellenza e molto venerato a Cuba ed è sincretizzato con San Lazzaro. All'Havana esiste anche un santuario in suo onore dove ogni anno si recano migliaia di infermi.
Orula è di colore giallo-verde ed è l'Oricha della divinazione, il benefattore del genere umano che dispensa consigli, viene sincretizzato con San Francesco d'Assisi, San Giuseppe della Montagna e San Filippo.
Oggùn è l'Orisha fabbro, rappresentato con il machete in pugno ed associato alla guerra, è divinità che rappresenta le manifestazioni violente tipiche della natura umana, è sincretizzato addirittura con San Pietro.
Queste le divinità più importanti annoverate nella Santeria, ma ce ne sono tante altre che, seppur minori, sono ugualmente adorate.
In uno dei riti a cui ho partecipato, grazie a Jorge, sono stato introdotto personalmente come adepto alla Santeria. Si trattava di un rito fondamentale, in cui il Babalawo effettua una vera e propria consultazione con le divinità, tramite una catena formata da conchiglie. La catena viene lanciata in aria e, a seconda di come si posizionano i pezzi della collana quando toccano terra, si può interpretare il responso della divinazione. Personalmente, dopo diverse ed infruttuose consultazioni sono stato associato alla divinità di Yamayà, la regina del mare con le relative similitudini caratteriali tra me ed il Santo.
A monte di questa consultazione deve innanzitutto essere sacrificato un animale: nel mio caso si è trattato di una gallina, il cui sangue è stato fatto scorrere sopra gli dei guerrieri che mi avrebbero aperto il cammino (Elegguà, Oggùn e Ochosi) al fianco degli dei guerrieri del Babalawo.
L'atmosfera che si crea, tra i canti in lingua yoruba ed il rituale stesso, è un’esperienza tale che innegabilmente lascerebbe qualcosa dentro anche al più miscredente degli uomini.
Conoscere un Babalawo può permettere a chiunque di entrare, sempre con molto rispetto, in un pantheon di divinità fuori dall'ordinario e che, a queste latitudini, sprigionano tutto il loro fascino, ammantato da un pizzico di credenza popolare, dalla magia e dal culto.
La rivoluzione cubana del '59 ha oltremodo sostenuto la Santeria per motivi ideologici, soprattutto in funzione anti-cattolica e come valorizzazione delle origini afroamericane del suo popolo e delle classi più povere in genere.
La Santeria, del resto, desta la curiosità indiscreta del turismo di massa che, spesso e volentieri, si sofferma ad osservare in maniera superficiale solo l’aspetto esteriore, diciamo “spettacolare”, di quello che il culto può offrire, tralasciando tutto il resto e relegandolo ad una forma di spiritismo o magia in puro stampo Vudù haitiano. Non è affatto così. La Santeria è fortemente radicata nella popolazione e si può vedere la sua espressione in ogni ambito della vita quotidiana, come nella musica ad esempio: la Rumba, il Mambo e la Salsa con le loro melodie sincopate che vengono utilizzate anche nei rituali.
La Santeria, quindi, va vista come espressione culturale a livello antropologico, oltre che politico, ed elevata a livello accademico dal governo cubano.

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